Help Desk - quando la tecnologia dimentica l’utente finale
- Marco Lanciano Consulting
- 9 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 16 ott 2025
Qualche giorno fa ho vissuto un’esperienza che mi ha fatto riflettere su quanto, nel 2025, il supporto tecnico di molte grandi realtà sia ancora sorprendentemente poco... tecnico.
Durante un normale accesso all’app di una compagnia assicurativa, premo su “Accedi” ma nulla, la pagina non risponde.
Procedo con i classici step di troubleshooting: chiudo l’app, svuoto cache e dati, riavvio. Tutto corretto.
Ma appena riapro, mi viene chiesto di reinserire le credenziali. Sono le stesse usate anche nell’app collegata della banca — autenticazione condivisa tramite single sign-on (SSO) — quindi l’errore umano è quasi da escludere.
Infatti, nella banca accedo regolarmente.
Nell’assicurazione invece no: “utente non trovato”.
A quel punto passo alla fase due: il canale di supporto.
📞 Primo numero verde → dopo minuti di voci automatiche, l’operatore mi dice di chiamarne un altro.
📞 Secondo numero → spiegazione da capo, identificazione, e poi… “deve inviare una PEC”.
Nessuna mail diretta, nessun ticket system, nessuna live chat. PEC!! La chiamata termina lì.
A questo punto, l’analista in me prende il sopravvento. Provo la soluzione “radicale”: disinstallazione e reinstallazione completa, per forzare un refresh del bundle applicativo e cancellare eventuali residui di memoria o update parziali.
Risultato? L’app torna a funzionare.
💡 Una diagnosi che richiede conoscenze minime di mobile application architecture, ma che un utente medio non può (giustamente) sapere.
🎯 Ed è qui che nasce la riflessione:
oggi, molte aziende investono milioni in sicurezza e sistemi digitali, ma trascurano l’esperienza utente e la qualità del supporto tecnico di primo livello.
Il paradosso è che — mentre l’obiettivo è rendere tutto più sicuro — l’utente reale rimane bloccato fuori dal suo stesso account, perché la complessità dei processi supera la logica d’uso.
Se un’app costringe l’utente a passare per una PEC per un errore di login, il problema non è la sicurezza, è la progettazione del sistema.
Con l’avvento di IA capaci di diagnosticare e risolvere problemi in tempo reale, la domanda non è se l’intelligenza artificiale sostituirà gli help desk…

Ma se non li abbia già superati nella capacità di capire e assistere realmente l’utente.




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